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Hybrid cloud: di cosa si tratta e come sfruttarlo al meglio in azienda

Hybrid Cloud

Per stare al passo coi tempi un’azienda deve essere preparata a sfruttare innovazione e cambiamento che devono ancora arrivare. Avere un approccio strategico di questo tipo è una prerogativa fondamentale per Red Hat, che propone ai suoi clienti l’Hybrid Cloud non come punto d’arrivo ma come un’opportunità per guardare al futuro.

Cos’è l’hybrid cloud

L’Hybrid Cloud, cloud ibrido in italiano, è una tipologia di cloud computing che prevede l’utilizzo combinato di un’infrastruttura locale, di un cloud privato e di un cloud pubblico.

Può essere modulato secondo le esigenze aziendali, infatti la gestione delle risorse è dinamica e sfrutta in modo efficace le logiche dell’on demand, del pay per use e dell’As a Service.

Se vogliamo fare un esempio, possiamo pensare che grazie a un cloud ibrido è possibile scegliere di utilizzare un cloud privato per archiviare dati sensibili e un cloud pubblico per gestire senza intoppi il picco di domanda che può accadere in determinati periodo di attività, come il lancio di un nuovo prodotto/servizio o in caso di scontistiche, senza sovraccaricare l’infrastruttura locale.

Quale tipologia di cloud scegliere, cloud privato, cloud pubblico o hybrid cloud?

Scegliere quale tipo di cloud è adatto al carico di lavoro non è facile. Non c’è una regola fissa su quale sia la tipologia migliore, ma soprattutto non è detto che il cloud scelto per le attuali necessità sia valido anche per i bisogni futuri dell’azienda.

Un cloud privato è un insieme di servizi e infrastrutture utilizzate privatamente da un’unica azienda. Utilizzare un cloud privato è fondamentale quando si trattano dati sensibili e si effettuano operazioni delicate che devono essere controllate in modo specifico.

Al contrario, un cloud pubblico è di proprietà di un provider esterno all’azienda. Questa è la tipologia di cloud più comune.

La soluzione ideale per sostenere l’innovazione in azienda riducendo i costi sarebbe affidarsi a un cloud pubblico ma, dato che la realtà aziendale non consente sempre questo tipo di trasferimento, la soluzione ideale è scegliere una piattaforma che sia flessibile e basata su codice e sistema operativo open source.

Oggi i container Linux sono la soluzione più diffusa per lo sviluppo di app cloud native, insieme alla piattaforma Kubernetes, che è lo standard per la gestione dei carichi di lavoro.

Quali sono i vantaggi del cloud ibrido

Come è stato evidenziato nel report 2020 L’evoluzione dell’open source enterprise, il 63% dei leader IT dispone già di un’infrastruttura cloud ibrida. Inoltre il 54% di coloro che ancora non l’hanno adottata pensa di farlo nei prossimi 24 mesi.

L’hybrid cloud con le sue caratteristiche è efficace sia per i team in azienda che in relazione alla user experience per i clienti finali.

Rispetto a cloud pubblico e cloud privato, l’hybrid cloud offre alle aziende maggiore flessibilità e possibilità di sviluppo, perché permette di scegliere la soluzione ideale per ogni tipologia di lavoro.

Gli altri vantaggi sono:

  • Semplicità di transizione al cloud, in quanto è possibile trasferire i carichi di lavoro in diversi momenti,
  • Maggiore controllo su dati riservati grazie all’infrastruttura del cloud privato,
  • Maggiore convenienza in termini di costi grazie all’utilizzo del cloud pubblico.

Inoltre il cloud ibrido permette di sfruttare i vantaggi di entrambe le tipologie di cloud per ottenere maggiore affidabilità, scalabilità e soprattutto sicurezza.

Sicurezza del cloud ibrido

Come abbiamo accennato prima, il cloud ibrido è la tipologia di cloud più sicura per la gestione dei dati.

Questa sicurezza è dovuta alla flessibilità e alla presenza di più ambienti nel cloud, che permettono di utilizzare il cloud pubblico per i dati non soggetti a rischi e allo stesso tempo tutelare i dati sensibili attraverso l’utilizzo del cloud privato.

La sicurezza del cloud ibrido è inoltre garantita da controlli fisici, che proteggono l’hardware, e tecnici come crittografia, controllo degli accessi, automazione, orchestrazione e sicurezza degli endpoint.

L’approccio di Red Hat all’hybrid cloud

Il cloud, di qualsiasi tipo esso sia, offre ai team DevOps la possibilità di modificare le applicazioni ogni volta in cui c’è bisogno, grazie a API, microservizi e container. Questo è il motivo per cui le aziende scelgono sempre più spesso un approccio cloud native per i loro sistemi IT.

È qui che entra in scena Red Hat, che grazie al suo approccio offre strategie che preparano il cliente a sfruttare innovazione e cambiamento che devono ancora arrivare, per poterne trarre tutti i vantaggi.

Secondo Stefanie Chiras, vice presidente e general manager della Red Hat Enterprise Linux Business Unit, avere un cloud ibrido implica avere una scelta su dove e come l’azienda può distribuire il suo lavoro, con la possibilità di cambiare e adeguarsi in base alle esigenze del momento, ottimizzando ogni componente dell’organizzazione IT.

La strategia Hybrid Cloud di Red Hat promuove la trasformazione digitale in azienda offrendo la flessibilità dell’open source. Questo rende possibile effettuare modifiche, migrare dati e interagire con ogni app senza stravolgere il processo lavorativo o perdere tempo prezioso, ma focalizzandosi sugli obiettivi concreti.

Red Hat si impegna su come fare in modo che le possibilità offerte dalle diverse tipologie di cloud siano collegate e sul fornire accessibilità ad ognuna di esse. Questo grazie alla sua infrastruttura basata sul cloud ibrido, all’automazione e allo sviluppo cloud native, che permettono alle aziende di avere il controllo totale del proprio reparto IT.


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