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I pagamenti digitali si fanno largo anche nelle PA

Il trend dei pagamenti digitali è in crescita. Complice la pandemia, o forse la naturale evoluzione delle cose, le transazioni digitali aumentano e la PA ne deve approfittare per ampliare i suoi servizi. A partire, proprio, dalle possibilità di pagamento proposte ai cittadini.

Durante il Forum PA 2021, il convengo “Italia Cashless: pagamenti digitali come piattaforma di innovazione per la ripresa economica” ha posto l’accento sulla possibilità che ha la PA, partendo dai pagamenti digitali, di digitalizzare anche altri servizi e di educare il cittadino al loro uso.

La diffidenza tutta italiana nei confronti dei pagamenti digitali era infatti solo culturale: non mancavano le opportunità e la tecnologia, ma i cittadini continuavano a preferire il contante.
Il ritardo italiano nello scegliere pagamenti digitali e contactless ha causato a cascata ritardi, ad esempio, nella crescita degli ecommerce e degli innovative payments.
Ora che la tendenza sembra essere invertita, è il momento di approfittare dell’occasione per spingersi oltre e usare i pagamenti come ponte per raggiungere altri obiettivi.

Dai pagamenti digitali agli altri servizi: la corsa del digital

I pagamenti digitali sono oggi il 33% del totale, cresciuti dal 29% di un anno fa. Crescono velocemente anche gli Innovative Payment con un +55%. In questa definizione vengono incluse tutte le possibilità di effettuare pagamenti tramite smartphone.
Anche se il motore del cambiamento sembra essere stata la pandemia, i dati dicono che le nuove abitudini di pagamento rientrano in un trend strutturale. Si può ipotizzare quindi che le percentuali di uso dei contanti continuino a scendere.

La PA ne deve approfittare per continuare ancora più veloce nel suo percorso verso l’innovazione. 

L’importanza di convincere i cittadini meno digitalizzai

Spingere il pagamento digitale ha enormi vantaggi e un grande svantaggio: si rischia di escludere dalla possibilità di usufruire di un servizio la parte di popolazione meno avvezza al digital.
L’inclusività invece deve sempre muovere i passi delle PA. Per questo è necessario studiare un percorso di accompagnamento al pagamento digitale che sappia convincere anche i più restii.

Tanti i temi da affrontare per convincere i più scettici: in primo luogo la sicurezza del sistema e delle transazioni, che deve essere garantita. Ad essa correlata, sicuramente la gestione della privacy e di tutti i dati veicolai con le identità digitali.

Da PagoPa ai prossimi step: cosa ci si deve attendere

PagoPa, il sistema che gestisce i pagamenti digitali della PA, potrebbe essere solo il primo passo per convincere poi i cittadini a sperimentare anche altri servizi digitali. Non solo: è una spinta per la digitalizzazione dell’intera PA perché se i pagamenti sono digitali, anche i servizi a cui si riferiscono devono essere gestiti in digitale.

Da PagoPa possono nascere nuove sfide.
Innanzitutto quelle relative alle forme di pagamento innovative, con le quali sempre più cittadini chiederanno di pagare in futuro.
In secondo luogo, pensare alla gestione diretta dei canali di pagamento.

Se la PA fosse in grado di gestire interamente il processo di pagamento, senza doversi affidare a terze parti, potrebbe gestire anche i costi delle transazioni e l’offerta di servizi correlati.
Il tutto andrebbe a beneficio degli utenti e potrebbe essere una leva per convincere gli scettici.

 

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